Quando la moglie è in vacanza

martedì 17, mercoledì 18 marzo 2015
Ghini e santarelli in Quando la moglie è in vacanza
di George Axelrod
con Massimo Ghini, Elena Santarelli
musiche originali Renato Zero
regia Alessandro D’Alatri
traduzione di Edoardo Erba
scene Aldo Buti
disegno luci Adriano Pisi
costumi Ornella Campale
produzione La Pirandelliana

Inizio spettacoli: h 21.00

La relazione tra uomo e donna è uno degli enigmi più indecifrabili e affascinanti dalla notte dei tempi, si sa, ma quando ad esserne protagonisti sono una prorompente ragazza in corsa sul trampolino della pubblicità ed un uomo di mezz’età con la smania dell’ultimo treno, la storia si fa ancora più complicata. La commedia che Billy Wilder ha reso immortale nella storia del cinema approda sul palcoscenico grazie a D’Alatri, lanciatissimo regista cinematografico e teatrale, che con ritmo effervescente non manca di far ridere dei fuochi d’artificio che l’eros scatena nella normalità più banale. È l’occasione che fa l’uomo ladro? O il fascino irresistibile di una donna può far cadere ai suoi piedi anche un uomo integerrimo? E se fossero delle insicurezze irrisolte a fare esplodere bramosie irrinunciabili? Massimo Ghini ed Elena Santarelli portano in scena i due protagonisti e le loro proiezioni, rendendo il brillante testo di Axelrod di eccezionale attualità.

 

NOTE di REGIA
Il testo di Gorge Axelrod, debuttò a Broadway nel 1952 con un notevole successo di critica e pubblico. Ma la sua vera consacrazione internazionale avvenne nel 1955 attraverso l’adattamento cinematografico di Billy Wilder. È una commedia che nel 2000 è stata inserita, dall’American Film Institute, al 51° posto tra le cento migliori commedie americane di tutti i tempi. Praticamente un classico della modernità. Il titolo originale The 7 years itch (Il "prurito" del settimo anno) contiene forse più informazioni della seppur felice traduzioni italiana Quando la moglie è in vacanza. È una commedia sulle manie erotiche dell’uomo medio e al tempo stesso una feroce satira di costume contro il perbenismo di una certa “middle class” che sembra non avere epoche e che viene messa a confronto con le ambizioni di una ragazza che cerca di ridisegnare una propria personalità attraverso l’impegno nel mondo patinato della pubblicità, della moda o dello spettacolo in generale. Fa da detonare la prorompente fisicità della ragazza che come un uragano entra nella banale quotidianità di un maschio irrisolto. Un maschile che più che subire l’attrazione femminile sembra essere spaventato da quell’apparentemente irraggiungibile opportunità. Considerando che sono passati più di sessant’anni dal suo debutto, il testo mantiene ancora intatta la freschezza di uno sguardo sui comportamenti e le relazioni tra maschi e femmine. Anche se sorprendente, la drammaturgia, oltre che divertire, inquieta anche un po’…
È con questo spirito che mi accingo a dirigere questa commedia. Anche se i meccanismi relazionali sembrano essere intatti, altrettanto non viene da considerarlo rispetto all’ambientazione in questione. Trovo che il testo contenga tutti gli elementi per essere adattato alla nostra epoca e ai nostri riferimenti culturali. Altrimenti ne risulterebbe una mera ricostruzione delle relazioni tra uomo e donna negli anni Cinquanta nella società americana di quel tempo. Un aspetto estremamente interessante è la divisione dell’opera in due tempi narrativi: il reale e la proiezione delle reciproche insicurezze dei personaggi. Un’opportunità per restituire al progetto tutta la freschezza dello sguardo sulle relazioni tra gli esseri umani. Mi diverte l’idea di vivificare le proiezioni e le ansie dei protagonisti attraverso soluzioni moderne e fortemente visive che il linguaggio teatrale può offrire al pubblico contemporaneo. È una splendida occasione per proporre alla platea italiana, peraltro in anteprima assoluta, la genialità e il divertimento di un testo così intelligente e attuale. [Alessandro D'Alatri]

 

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