Nuda proprietà

sabato 10, domenica 11 gennaio 2015
Lella Costa e Paolo Calabresi in Nuda proprietàdi Lidia Ravera
con Lella Costa, Paolo Calabresi
regia Emanuela Giordano

tratto dal romanzo di Lidia Ravera Piangi pure, edito da Bompiani
e con  Claudia Gusmano, Marco Palvetti
scene  Francesco Ghisu
musiche  Antonio Di Pofi
produzione La Contemporanea con MISMAONDA

Inizio spettacoli: sabato h 21.00; domenica h 17.00

Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d'arte, un capolavoro. È la vittoria della libertà contro gli stereotipi.
Iris contro ogni logica si innamora di Carlo e Carlo di Iris. Iris è Lella Costa, che ha scelto dopo anni di teatro in solitaria di regalarsi al pubblico in una commedia intelligente e spiritosa, come intelligente e spiritosa è tutta la sua storia di teatro; Carlo è Paolo Calabresi, che con la sua presenza contribuisce alla creazione di una coppia inedita e sorprendente.
Noi rideremo con loro e piangeremo per loro, a scene alterne e anche nella stessa scena. Usciremo da questa commedia più leggeri e agguerriti, con il sorriso sulle labbra, felici di aver celebrato tutti insieme un rito propiziatorio, una festa alla forza e alla fragilità umana.

Nuda proprietà – afferma la regista Emanuela Giordano - è una commedia ma racconta la paura delle emozioni, del tempo che passa, del ritrovarsi soli. L'ironia, il gioco, la provocazione ci fanno da scudo, ci proteggono dalla malinconia, ci aiutano a vivere. Ma la commedia resta commedia e far incontrare in scena, per la prima volta insieme, Lella Costa e Paolo Calabresi è un atto di fiducia nell'intelligenza della leggerezza. Il pericolo di rovinare con l'enfasi, con il melò la bella partitura scenica è scongiurata. E anche la coppia dei ragazzi, formata da Claudia Gusmano e Marco Palvetti scaccia la facile tentazione degli stereotipi. La commedia di Lidia Ravera esce dal "genere", dal già visto. Non ci sono moine, soluzioni facili, si ride perché non si può farne a meno e la vita è lì a sorprenderci solo per offrirci qualche piccola speranza. Le scene di Francesco Ghisu non sono descrittive. Lo sottolinea anche il testo teatrale e il prezioso romanzo da cui è tratto: la casa della protagonista non è piena di ninnoli, soprammobili, cose inutili.  Non è una Casa/contenitore di vecchi ricordi. È uno spazio nudo e poroso. Quello che deve traspirare deve essere ben visibile, senza orpelli intorno. E anche le musiche di Antonio di Pofi sono coerenti con questo progetto essenziale, che mischiando comicità e pensiero profondo, si esprime con una nitidezza che non ha mai bisogno di sottolineature e compiacimenti
Nuda proprietà è tratto dal romanzo di Lidia Ravera, Piangi pure, che ha vinto il premio Stresa Narrativa 2013.

Note dell'autrice
"Il mio romanzo "Piangi pure" è una storia d'amore normale eppure estremo. Racconta il persistere del desiderio  per l'altro, al di là dei tempi che la nostra monocultura, giovanilista e consumista, ci impone.
Ma racconta anche altre cose. Che la vita prende luce dalla fine, per esempio, che quando il tempo stringe diventi più attento, più sagace, perfino più felice.
Che tutto si può vivere come un viaggio, anche la malattia, anche l'inevitabile processo dell'invecchiare.
Iris è un 'eroina della resistenza agli stereotipi sull'età. Si rifiuta di appassire, di rassegnarsi alla fine del gioco, di intristire, di diventare ovvia e lamentosa, di banalizzarsi per rientrare nella parte scritta per le donne della sua età. E' una non riconciliata, Iris. Ed è una che continua ad essere curiosa, a fare attenzione, e, perciò, a divertirsi.
Vive, Iris, sul crinale fra la voglia di ridere e la rivendicazione del diritto di piangere.
Grande maestra di vita.
E' stata lei, Iris in persona, ad avvisarmi che  nel romanzo era contenuta una commedia, un duello in dieci quadri, fra un uomo e una donna, che poteva essere estratto dal libro e messo in scena, con qualche accorta trasformazione narrativa e un po' senso del teatro. Ci siamo rivolte a Emanuela Giordano  che di senso del teatro ne ha parecchio ( è il suo senso preferito, ma non mette in ombra gli altri cinque), e Emanuela Giordano ha incominciato a ronzare attorno al testo e a divertirsi.
Ci siamo rivolte, io e iris, anche a Lella Costa,  perché ci aveva colpite l'evidenza dell'affinità fra Iris e lei, Lella, spiritosa e serissima, impegnata e leggera, allegra benché intelligente, libera dentro, senza tempo eppure capace di percepirne tutta la potenza . Lella Costa ha risposto subito ed è entrata dentro Iris con la grazia dei talenti naturali. Quando si è sentita sufficientemente posseduta, ha trovato il suo Carlo. Paolo Calabresi, perfetto nei tempi nel timbro nei sottotesti nei silenzi nel ritmo …un essere maschile superiore, di quelli che sogni di incontrare ad una festa e farli innamorare. Uno di quelli che non smetti mai di sognare."   
Lidia Ravera

Note di regia
“Ho voluto lasciare , tra una scena e l'altra, dei piccoli respiri , nudi di parole , brevi  primi piani di luce e musica , dove tutte le cose dette e sentite ci risuonano ancora nella testa . La scommessa e' anche questa , lasciare i personaggi e il pubblico , soli per qualche istante , spiazzati da un linguaggio che va dritto al dunque ma che  ci suggerisce anche molto altro. Si ride del nostro egoismo , delle nostre paure, dei nostri legittimi bisogni , si ride  ma anche si spera che qualcuno abbia davvero voglia di ascoltarci , di starci vicino , di tenderci una mano, di sfiorarci con una carezza.  
Il testo si colora ogni tanto di piccoli colpi di scena , omaggio alle tipiche "entrate a sorpresa " delle commedy classiche . Nuovi personaggi irrompono , inconsapevoli  dei desideri e dei pensieri ossessivi che abitano la casa . Ecco  la nipote Melina e  il nero Marra , i giovani, per nulla innocenti, sprezzanti e cinici, solo alla fine , quasi inconsapevolmente , capaci di un piccolo gesto d'altruismo.  Ma il vero giro di boa ce lo riserva il dottore. Per mestiere e per vocazione e' abituato ad ascoltare, in attenta osservazione degli altri , senza cedere mai parti di se.  La sua improvvisa necessità di raccontarsi offre a Iris , alla padrona di casa , la possibilità di essere lei " in ascolto" , finalmente , fermando lo sguardo sul l'altro , unico vero segnale d'amore.   Lidia Ravera , ancora una volta, dopo Sorelle e dopo Le invisibili , mi offre la rara occasione di maneggiare materiale incandescente.  Non credo che sia un caso che Lella Costa, abbia , per la prima volta , accettato la sfida di una commedia , questa incandescenza , evidentemente , ha appassionato tutti . Un 'ultima parola va alla produzione. Sfidare gli stereotipi , osare temi non semplici ,  credere nella qualità che non deve per forza essere sinonimo di tedio  mi sembra oggi un atto di coraggio.”
Emanuela Giordano

 

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